25 marzo: Dantedì

25 marzo: Dantedì

08-04-2026

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08-04-2026

Il 25 marzo corrisponde al giorno dell'anno 1300 in cui, secondo la tradizione, Dante si perde nella "selva oscura"

Il 25 marzo è stata la giornata nazionale dedicata a Dante Alighieri, uno dei più grandi poeti della storia e Padre della Lingua italiana.

Il Dantedì è stato istituito nel 2020 dal Ministero della Cultura, ma la data non è stata scelta in maniera casuale: proprio il 25 marzo dell’anno 1300, infatti, segnerebbe l’inizio del viaggio ultraterreno del Sommo Poeta, raccontato all’interno della Divina Commedia.

Nella notte del Venerdì Santo dell’anno giubilare, Dante si ritrova sperduto nella Selva Oscura, in un momento di crisi spirituale e morale; il suo percorso di purificazione lo condurrà attraverso i tre Regni dell’oltretomba, alla fine del quale riuscirà a redimersi e a ottenere la salvezza.

“Lasciate ogne speranza voi ch’intrate”

Questa è sicuramente una delle frasi più famose del suo capolavoro in endecasillabi ed è incisa sulla porta dell’Inferno. Queste parole ammoniscono le anime dannate che, una volta oltrepassata, non avranno più alcuna possibilità di tornare indietro.

Tra queste anime eternamente condannate ci sono Paolo e Francesca, simboli dell’amore tragico che resiste anche oltre la morte, e Ulisse, l’eroe greco punito per aver osato desiderare di esplorare il mondo al di là delle Colonne d’Ercole.

Man mano che Dante attraversa i gironi avviene in lui una sorta di purificazione interiore, che gli permetterà di scalare anche le Cornici del Purgatorio e di giungere nell’Eden, dove vedrà Beatrice.

Solo dopo essersi trasformato spiritualmente, potrà iniziare la sua ascesa attraverso i cieli, fino all’Empireo, sede di Dio e dei beati.

Qui, a Dante si palesa uno dei grandi misteri a cui l’uomo non è mai riuscito a dare una spiegazione razionale: la visione della Trinità e l’unione tra umano e divino. Nonostante le enormi difficoltà a esprimere a parole questa visione ultraterrena, il Sommo Poeta riesce a farci percepire l’immensità dell’universo, la cui forza è l’amore divino.

Proprio con la celebre frase: “L’amor che move il sole e l’altre stelle”, si conclude lo straordinario viaggio di Dante, la notte del giovedì 31 marzo del 1300, l’anno del primo Giubileo, simbolo della rinascita spirituale del Sommo Poeta.

Nell'immagine in alto, Dante visto da Andrea Vecera - https://andreavecera.com/it/home/

25 marzo: Dantedì